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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Riduzione del colesterolo da lipoproteine a bassa densità con Evolocumab ed esiti nei pazienti con malattia delle arterie periferiche


L'inibitore PCSK9 ( proproteina convertasi subtilisina / kexina tipo 9 ) Evolocumab ( Repatha ) ha ridotto il colesterolo da lipoproteine a bassa densità ( LDL ) e gli eventi cardiovascolari nello studio FOURIER ( Further Cardiovascular Outcomes Research With PCSK9 Inhibition in Subjects With Elevated Risk ).
Sono state studiate l'efficacia e la sicurezza di Evolocumab nei pazienti con malattia delle arterie periferiche, nonché l'effetto su eventi avversi maggiori degli arti.

FOURIER era uno studio randomizzato di Evolocumab versus placebo che ha coinvolto 27.564 pazienti con malattia aterosclerotica in terapia con statine seguiti per una mediana di 2.2 anni.
I pazienti sono stati identificati come affetti da arteriopatia periferica al basale se presentavano claudicazione intermittente e un indice caviglia / braccio inferiore a 0.85, o se avevano subito una precedente procedura vascolare periferica.

L'endpoint primario era un composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus, ammissione ospedaliera per angina instabile o rivascolarizzazione coronarica.
L'endpoint secondario chiave era un composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus.
Un ulteriore risultato di interesse era rappresentato da eventi avversi maggiori degli arti definiti come ischemia acuta degli arti, amputazione maggiore o rivascolarizzazione periferica urgente per ischemia.

3.642 pazienti ( 13.2% ) soffrivano di arteriopatia periferica ( 1.505 senza precedente infarto miocardico o ictus ).

Evolocumab ha ridotto significativamente l'endpoint primario nei pazienti con arteriopatia periferica ( hazard ratio, HR=0.79; P=0.0098 ) e senza malattia arteriosa periferica ( HR 0.86; P=0.0003; P per interazione=0.40 ).

Per l’endpoint secondario chiave, gli hazard ratio sono stati 0.73 ( P=0.0040 ) per i pazienti con malattia arteriosa periferica e 0.81 ( P minore di 0.0001 ) per quelli senza arteriopatia periferica ( P interazione=0.41 ).

A causa del loro più alto rischio, i pazienti con malattia arteriosa periferica hanno presentato riduzioni del rischio assoluto più grandi per l'endpoint primario ( 3.5% con PAD, 1.6% senza PAD ) e l'endpoint secondario chiave (3.5% con PAD, 1.4% senza PAD).

Evolocumab ha ridotto il rischio di eventi avversi maggiori degli arti in tutti i pazienti ( HR=0.58; P=0.0093 ) con effetti costanti in quelli con e senza malattia arteriosa periferica nota.

E' emersa una correlazione consistente tra più basso colesterolo LDL ottenuto e minore rischio di eventi degli arti ( P=0.026 per il coefficiente beta ) che si è estesa fino a meno di 10 mg/dl.

In conclusione, i pazienti con malattia arteriosa periferica erano ad alto rischio di eventi cardiovascolari e l'inibizione di PCSK9 con Evolocumab ha ridotto significativamente tale rischio con grandi riduzioni del rischio assoluto.
Inoltre, l'abbassamento del colesterolo LDL con Evolocumab ha ridotto il rischio di eventi avversi maggiori degli arti. ( Xagena2018 )

Bonaca MP et al, Circulation 2018; 137: 338-350

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