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La claudicazione intermittente è un predittore di esito nei pazienti con scompenso cardiaco sistolico di origine ischemica ( 2010 )
E’ stata esaminata la relazione tra la claudicatio intermittens e gli esiti nei pazienti arruolati nello studio CORONA ( Controlled Rosuvastatin Multinational Trial in Heart Failure ).La claudicatio intermittens è un predittore indipendente di esito non-favorevole nella malattia coronarica, ma...(Leggi)
Aneurisma dell’aorta addominale: riparazione endovascolare versus riparazione a cielo aperto
Sono disponibili pochi dati per valutare se la riparazione endovascolare dell’aneurisma dell’aorta addominale sia in grado di migliorare gli esiti a breve termine, rispetto alla riparazione tradizionale a cielo aperto.Uno studio ha confrontato gli esiti postoperatori fino a 2 anni...(Leggi)
La mobilizzazione delle cellule dal midollo osseo tramite GM-CSF migliora le disfunzione endoteliale e la capacità di esercizio nei pazienti con malattia arteriosa periferica
E`stato ipotizzato che la somministrazione del fattore stimolante le colonie di granulociti-macrofagi ( GM-CSF ) sia sicura e possa migliorare la disfunzione endoteliale e la capacità di esercizio attraverso la mobilizzazione di cellule progenitrici nei pazienti con malattia arteriosa periferica.Un...(Leggi)
Esito a lungo termine della rivascolarizzazione coronarica profilattica nei pazienti ad alto rischio cardiaco che si devono sottoporre a intervento di chirurgia vascolare maggiore
La rivascolarizzazione coronarica profilattica in pazienti sottoposti a chirurgia vascolare con coronaropatia estensiva non è risultata associata a un miglioramento dell’esito post-operatorio immediato, tuttavia i potenziali benefici a lungo termine restano non bene definiti.I Ricercatori del DECREASE Study Group hanno...(Leggi)
Trattamento farmacologico e non-farmacologico della claudicazione intermittente
La malattia arteriosa periferica degli arti inferiori è una manifestazione dell’aterosclerosi, con una prevalenza che varia tra il 4 e il 12% nella popolazione adulta, e aumenta fino al 20% nei soggetti più anziani.La claudicazione intermittente può alterare in modo...(Leggi)
Stent medicati versus stent di metallo nudo nel trattamento del graft di vena safena
I dati attuali mostrano risultati contrastanti riguardo alla sicurezza e all’efficacia degli stent a rilascio di farmaco rispetto agli stent di metallo nudo nel trattamento del graft di vena safena.L’obiettivo è stato quello di confrontare i due tipi di stent.
Gli...(Leggi)
Terapie endovenose della varicosità degli arti inferiori
Le tecniche con minima invasività come la terapia endovenosa laser, l’ablazione mediante radiofrequenza, e la scleroterapia con schiuma sono ampiamente impiegate nel trattamento delle varicosità degli arti inferiori.
Queste terapie non sono state confrontate con la legatura chirurgica e con lo...(Leggi)
Batteriemia parodontale e malattie vascolari
I batteri deboli del cavo orale, come i batteri parodontali, sono stati rinvenuti in diverse lesioni vascolari, tra cui l’ateroma, il trombo dell’arteria occlusa della malattia di Buerger, la parete aneurismatica dell’aorta addominale e le vene varicose.Si ritiene che attraverso...(Leggi)
hs-CRP non è indipendentemente associato ad aterosclerosi subclinica
Ricercatori dell’Ospedale San Giovanni Battista di Torino, hanno esaminato se i livelli di hs-CRP ( proteina C-reattiva ad alta sensibilità ) fossero associati in modo indipendente all’aterosclerosi periferica subclinica.Sono stati esaminati 320 soggetti ( età media 63 anni; 35.8% uomini...(Leggi)
Il rischio di insufficienza cardiaca congestizia risulta aumentato nelle persone con vene varicose
Le vene varicose rappresentano una condizione assai comune, ma la loro eziologia e relazione con altre malattie cardiovascolari non sono ben definite.L’obiettivo di uno studio, compiuto da Ricercatori dell’University of Tampere in Finlandia, è stato quello di determinare se le...(Leggi)
 
 
 
 
 
 
 
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